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I fluidi refrigeranti e il Protocollo di Montréal

di Iberna
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Il Protocollo di Montréal dell’UNEP, una procedura istituita nel gennaio 1989 e ad oggi con 197 Paesi aderenti, che proteggerà il Pianeta dai cambiamenti climatici futuri.

Che cos’è un fluido refrigerante e quanti ne esistono in commercio?

Si tratta di un fluido o una miscela di fluidi che per le loro proprietà fisiche consentono l’utilizzo di cicli di compressione/espansione per il trasferimento del calore. Classificati in 3 categorie principali, possono esse impiegati negli impianti destinati alla refrigerazione (condizionatori, congelatori, frigoriferi..) e pompe di calore:

  • idrocarburi: butano, isobutano, propano, propilene, ecc.
  • fluidi organici puri: acqua, ammoniaca, CO2, ecc.
  • idrocarburi alogenati: CFC – clorofluorocarburi (CFC), HFC – idrofluorocarburi, HCFC – idroclorofluorocarburi (HCFC) e PFC – perfluorocarburi.

macchine per il condizionamento
Normativa europea e criterio di selezione del fluido refrigerante

Secondo la direttiva europea F-Gas, l’industria della refrigerazione e del condizionamento deve adattare prodotti e servizi a una maggiore riduzione del proprio impatto ambientale. Ce lo spiega il Protocollo di Montréal dell’UNEP, un Programma Ambientale globale delle Nazioni a favore di progressivo “disciplinamento” delle sostanze che ridurrebbero lo strato di ozono stratosferico terrestre assieme a una riduzione graduale degli HFC.

Una procedura istituita nel gennaio 1989 e ad oggi con 197 Paesi aderenti, che proteggerà il Pianeta dai cambiamenti climatici futuri.

Le sostanze disciplinate riguardano:
  • clorofluorocarburi — CFC, halon
  • altri CFC completamente alogenati, tetracloruro di carbonio, tricloroetano
  • idroclorofluorocarburi — HCFC, idrobromofluorocarburi — HBFC e bromoclorometano
  • bromuro di metile
  • HFC
Le scadenze:
  • Halonentro il 1ogennaio 1994
  • CFCentro il 1o gennaio 1996
  • HCFCentro il 1o gennaio 2020 (con possibili esenzioni e una piccola percentuale possono essere utilizzate per la manutenzione di apparecchiature esistenti di refrigerazione e condizionamento dell’aria (cioè con una quota dello 0,5% del livello di base del consumo fino al 1 gennaio 2030 per la manutenzione di apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria esistenti il 1o gennaio 2020 per le non-parti, e una quota del 2,5% del livello di base del consumo se calcolata come media sui 10 anni 2030-2040 fino al 1 ° gennaio 2040 per la manutenzione di apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria esistenti il 1o gennaio 2030).
  • Per gli HFCla prima fase di riduzione per le non-parti avviene nel 2019, mentre la maggior parte delle parti inizierà la riduzione graduale nel 2024.

*per maggiori specifiche vedere l’art.5 del protocollo.

La normativa F-gas regolamenta il recupero, l’uso e la distribuzione dei gas fluorurati con l’obiettivo di ridurre in maniera significativa l’emissione di gas serra entro il 2030. Il programma è definito sulla base del GWP pari a 1.

Ad oggi sono vietati i fluidi con GWP > 2500 con progressiva eliminazione per il 2025 dei fluidi con GWP > 1500 e per il 2030 GWP > 150. Possibili strade di sviluppo per un GWP pari a 0 potranno essere le prime applicazioni su chiller e pompe di calore (anche ad alte temperature) dei fluidi 1234 ZE e YF e gas fluorurati della famiglia delle idrofluoroolefine (HFO).

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