L’efficienza energetica è diventata un elemento sempre più importante nella scelta delle apparecchiature per la refrigerazione professionale.
L’etichetta energetica permette di confrontare prodotti differenti attraverso informazioni standardizzate, come la classe di efficienza e il consumo energetico dichiarato.
La classe energetica, tuttavia, non racconta tutto. Condizioni ambientali, modalità di utilizzo, regolazione e manutenzione possono influenzare sensibilmente i consumi effettivi.
Comprendere come leggere l’etichetta e interpretarne correttamente i dati diventa fondamentale per valutare le prestazioni di un’apparecchiatura anche in relazione alle sue reali condizioni di funzionamento.
Etichettatura energetica ed Ecodesign: due concetti da non confondere
Quando si parla di efficienza energetica delle apparecchiature è importante distinguere l’etichettatura energetica (Energy Labelling) dall’Ecodesign. Il quadro generale dell’etichettatura energetica è oggi definito dal Regolamento (UE) 2017/1369, mentre l’Ecodesign discende dalla Direttiva 2009/125/CE e dai regolamenti attuativi applicabili alle singole categorie di prodotto. I due strumenti fanno parte della politica europea per la riduzione dei consumi energetici e dell’impatto ambientale dei prodotti, ma hanno finalità differenti.
L’etichettatura energetica ha principalmente una funzione informativa e comparativa, vengono fornite informazioni sulle prestazioni energetiche del prodotto, permettendo di confrontare apparecchi appartenenti alla stessa categoria. Uno degli elementi più riconoscibili è la classe di efficienza energetica, rappresentata attraverso la scala dalla A alla G, alla quale si affiancano altri dati specifici in funzione della tipologia di apparecchiatura.
L’Ecodesign, invece, interviene a monte e stabilisce requisiti che determinate categorie di prodotti devono rispettare per poter essere immesse sul mercato dell’Unione Europea. Questi requisiti possono riguardare non soltanto l’efficienza energetica, ma anche altri aspetti legati alle prestazioni e all’impatto ambientale del prodotto durante il suo ciclo di vita.
I due strumenti sono quindi complementari: l’Ecodesign definisce requisiti minimi di progettazione e prestazione, mentre l’etichettatura energetica consente di rendere visibili e confrontabili le prestazioni energetiche dei prodotti interessati.
Nel settore della refrigerazione questa distinzione è particolarmente importante, perché non tutte le apparecchiature rientrano nelle stesse disposizioni e non tutte sono soggette alla medesima forma di etichettatura energetica. Per comprendere correttamente i dati riportati sull’etichetta è quindi necessario individuare innanzitutto la categoria alla quale appartiene il prodotto.
Quali apparecchi della refrigerazione sono interessati?
Tra le categorie interessate rientrano gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta. Per questa categoria l’etichettatura energetica è disciplinata dal Regolamento delegato (UE) 2019/2018, mentre i requisiti di progettazione ecocompatibile sono stabiliti dal Regolamento (UE) 2019/2024. Rientrano nel campo di applicazione, con le specifiche esclusioni previste dalla normativa, apparecchi destinati a esporre e vendere prodotti refrigerati o congelati, tra cui banchi e vetrine refrigerate, refrigeratori per bevande, congelatori per gelati e determinate tipologie di distributori automatici refrigerati.
Accanto a questi troviamo gli armadi frigoriferi/congelatori professionali, destinati principalmente alla conservazione degli alimenti. Per tali apparecchi l’etichettatura energetica è disciplinata dal Regolamento delegato (UE) 2015/1094 e i requisiti Ecodesign dal Regolamento (UE) 2015/1095. È importante non assimilarli automaticamente agli apparecchi con funzione di vendita diretta: si tratta di categorie regolamentari differenti, con etichette, parametri e campi di applicazione propri.
Il campo della refrigerazione è inoltre molto più ampio. Centrali frigorifere e impianti assemblati non sono automaticamente riconducibili a un’etichetta energetica di prodotto. Inoltre, il Regolamento (UE) 2015/1095 stabilisce specifici requisiti Ecodesign anche per unità condensatrici e chiller di processo, senza che ciò significhi che tali prodotti utilizzino la medesima etichetta energetica prevista per gli apparecchi con funzione di vendita diretta o per gli armadi frigoriferi/congelatori professionali.
Prima di confrontare due prodotti sulla base della classe energetica è quindi fondamentale verificare che appartengano alla stessa categoria di apparecchiature e che le prestazioni siano state determinate secondo criteri comparabili. Una classe energetica assume infatti significato soltanto all’interno del sistema di classificazione previsto per quella determinata categoria di prodotto.
Riferimenti UE per le principali categorie: Regolamento (UE) 2017/1369 (quadro generale dell’etichettatura); Regolamento delegato (UE) 2019/2018 e Regolamento (UE) 2019/2024 (apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta); Regolamento delegato (UE) 2015/1094 e Regolamento (UE) 2015/1095 (armadi frigoriferi/congelatori professionali e, per l’Ecodesign, anche altre categorie indicate dal regolamento).
3. Come leggere un’etichetta energetica di un apparecchio frigorifero
L’etichetta energetica permette di individuare rapidamente alcune delle principali caratteristiche energetiche e funzionali di un apparecchio. Le informazioni riportate possono variare in funzione della categoria di prodotto, ma la struttura dell’etichetta consente generalmente di identificare con immediatezza la classe di efficienza e i principali dati utilizzati per il confronto.

Figura 1 – Schema didattico ispirato all’etichetta degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta (Reg. delegato (UE) 2019/2018). Le informazioni e i pittogrammi variano in funzione della specifica categoria di prodotto.
Il primo elemento è la classe di efficienza energetica, la cui scala dipende dalla specifica categoria regolamentare. Per gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta disciplinati dal Regolamento delegato (UE) 2019/2018 viene utilizzata la scala dalla A alla G. Gli armadi frigoriferi/congelatori professionali disciplinati dal Regolamento delegato (UE) 2015/1094 seguono invece il proprio sistema di classificazione: dal 1° luglio 2019 è prevista l’etichetta 2, con classi di efficienza energetica da A+++ a G. Le classi appartenenti a sistemi regolamentari differenti non devono pertanto essere confrontate direttamente.
Un altro dato fondamentale è il consumo energetico annuo, espresso in kWh/anno. Questo valore permette di stimare l’energia assorbita dall’apparecchio nell’arco di un anno secondo le condizioni previste dalle procedure di prova. Non deve quindi essere interpretato come una previsione esatta del consumo che si registrerà in qualsiasi installazione.
A seconda della tipologia di apparecchiatura, l’etichetta riporta inoltre informazioni relative alla capacità, al volume o alla superficie di esposizione, insieme alle indicazioni riguardanti le temperature previste per la conservazione dei prodotti. Questi dati sono importanti anche per evitare confronti poco significativi tra apparecchi con dimensioni, capacità o destinazioni d’uso differenti.
Per gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta disciplinati dal Regolamento delegato (UE) 2019/2018, nella parte superiore dell’etichetta è presente un QR Code che consente l’accesso alle informazioni pubbliche del modello nella banca dati europea EPREL (European Product Registry for Energy Labelling). Questa caratteristica non va estesa automaticamente a tutte le etichette storicamente previste per ogni categoria di refrigerazione professionale.

Figura 2 – Lettura integrata, a fini didattici, dei principali dati energetici e funzionali. Il confronto deve essere effettuato tra prodotti appartenenti alla stessa categoria regolamentare.
L’etichetta deve quindi essere letta nel suo insieme: la sola lettera della classe energetica fornisce un’indicazione immediata, ma sono il consumo dichiarato, le caratteristiche dell’apparecchio e le condizioni alle quali le prestazioni sono state determinate a consentire un confronto più consapevole.
Classe energetica e consumo reale: perché non sono la stessa cosa
Il consumo riportato sull’etichetta energetica viene determinato secondo procedure e condizioni di prova definite, necessarie per rendere confrontabili apparecchi appartenenti alla stessa categoria. Durante il funzionamento reale, tuttavia, un’apparecchiatura frigorifera può trovarsi a operare in condizioni molto differenti.
Il valore espresso in kWh/anno deve quindi essere interpretato come un riferimento ottenuto secondo condizioni standardizzate e non come la previsione esatta dell’energia che verrà consumata in qualsiasi installazione. Temperatura ambiente, modalità di utilizzo, regolazione e stato di manutenzione possono infatti modificare il fabbisogno energetico dell’apparecchiatura.
Temperatura ambiente
La temperatura dell’ambiente nel quale è installata l’apparecchiatura può incidere sensibilmente sulle condizioni di funzionamento del circuito frigorifero. Quando aumenta la temperatura dell’aria utilizzata per lo smaltimento del calore al condensatore, il sistema può trovarsi a lavorare con una temperatura e una pressione di condensazione maggiori.
Il compressore deve quindi operare in condizioni più gravose e il consumo energetico può aumentare. Una corretta ventilazione dell’area di installazione e il rispetto degli spazi necessari allo scambio termico diventano pertanto elementi importanti anche dal punto di vista energetico.
Temperatura di conservazione
Anche la temperatura richiesta all’interno dell’apparecchiatura influenza il lavoro del sistema frigorifero. Mantenere un prodotto refrigerato a temperature positive comporta condizioni operative differenti rispetto alla conservazione di prodotti congelati.
In generale, all’aumentare della differenza tra la temperatura alla quale deve essere mantenuto il prodotto e quella dell’ambiente esterno, diventano più gravose le condizioni di funzionamento del sistema frigorifero. Anche un setpoint impostato più basso del necessario può quindi contribuire a incrementare il consumo energetico.
Apertura delle porte e dispersioni termiche
Ogni apertura di una porta o di una superficie di accesso favorisce lo scambio di aria tra l’interno dell’apparecchio e l’ambiente circostante. L’ingresso di aria più calda e, spesso, più umida determina un carico aggiuntivo che il sistema frigorifero deve successivamente compensare.
La frequenza e la durata delle aperture possono quindi avere un’influenza significativa sui consumi, soprattutto nelle apparecchiature utilizzate intensivamente durante l’attività quotidiana.
Quantità e temperatura dei prodotti introdotti

Figura 3 – Principali fattori che possono determinare una differenza tra consumo energetico dichiarato e consumo reale.
Il carico frigorifero non dipende soltanto dalle dispersioni verso l’ambiente. Anche i prodotti introdotti all’interno dell’apparecchiatura possono rappresentare un importante contributo.
Inserire una grande quantità di prodotto a una temperatura superiore a quella prevista per la conservazione richiede infatti al sistema di sottrarre ulteriore calore per riportare il contenuto alla temperatura desiderata. Modalità e frequenza di caricamento possono quindi determinare condizioni di funzionamento molto differenti rispetto a quelle di un apparecchio che deve prevalentemente mantenere prodotti già refrigerati.
Sbrinamento e formazione di ghiaccio
Negli apparecchi che lavorano a basse temperature, l’umidità presente nell’aria può condensare e congelare sulle superfici dell’evaporatore. Un accumulo eccessivo di ghiaccio ostacola lo scambio termico e può ridurre l’efficienza del sistema.
Per questo motivo vengono utilizzati cicli di sbrinamento, che rappresentano a loro volta una fase da gestire correttamente. Frequenza, durata e modalità dello sbrinamento devono essere adeguate alle effettive condizioni operative, evitando sia un accumulo eccessivo di ghiaccio sia cicli non necessari.
Manutenzione e pulizia degli scambiatori
Le condizioni degli scambiatori di calore incidono direttamente sulle prestazioni dell’apparecchiatura. Un condensatore sporco, ad esempio, riduce la capacità di cedere calore all’ambiente e può determinare un aumento della temperatura di condensazione e del lavoro richiesto al compressore.
Analogamente, evaporatori ostruiti, filtri sporchi o una ventilazione insufficiente possono compromettere lo scambio termico. La manutenzione non rappresenta quindi soltanto uno strumento per garantire affidabilità e durata dell’apparecchiatura, ma contribuisce anche a mantenerne nel tempo le prestazioni energetiche.
Regolazione e controllo
Termostati, sonde, ventilatori, compressori e sistemi di controllo determinano quando e come l’apparecchiatura deve intervenire per mantenere le condizioni richieste. Setpoint non corretti, sonde non adeguatamente posizionate o strategie di regolazione poco efficienti possono determinare funzionamenti più lunghi o frequenti del necessario.
L’efficienza energetica reale dipende quindi anche dalla capacità del sistema di adattare il proprio funzionamento al carico effettivamente richiesto.
In definitiva, classe energetica e consumo reale descrivono due aspetti collegati, ma non equivalenti. La prima consente di confrontare apparecchi secondo criteri e condizioni definite; il secondo deriva dall’interazione tra caratteristiche dell’apparecchiatura, ambiente di installazione, modalità di utilizzo, regolazione e manutenzione.
Per questo motivo l’etichetta rappresenta un importante punto di partenza nella scelta di un’apparecchiatura, ma la valutazione energetica non dovrebbe fermarsi alla sola lettera riportata sulla scala A–G.
Due apparecchi a confronto: quanto costa realmente l’energia?
Il consumo energetico espresso in kWh/anno permette non soltanto di confrontare apparecchi appartenenti alla stessa categoria, ma anche di effettuare una prima stima del loro costo di esercizio. Una differenza apparentemente contenuta nei consumi annuali può infatti diventare significativa quando l’apparecchiatura viene utilizzata per diversi anni.
Consideriamo, a titolo di esempio, due apparecchi frigoriferi con caratteristiche e capacità comparabili:
Apparecchio A: 1.800 kWh/anno
Apparecchio B: 1.450 kWh/anno
La differenza di consumo dichiarato è quindi pari a:
1.800 − 1.450 = 350 kWh/anno
Per trasformare questo valore in un costo è necessario conoscere il prezzo dell’energia elettrica. Assumendo, esclusivamente a titolo di esempio, un costo medio di 0,25 €/kWh, il costo energetico annuale può essere calcolato attraverso una semplice relazione:
Costo annuo = consumo annuo × costo dell’energia
Nel nostro esempio:
Apparecchio A
1.800 × 0,25 = 450 €/anno
Apparecchio B
1.450 × 0,25 = 362,50 €/anno
La differenza è quindi pari a 87,50 euro all’anno.
Considerando un periodo di funzionamento di dieci anni e mantenendo, per semplicità, invariato il prezzo dell’energia, la differenza teorica raggiungerebbe:
87,50 × 10 = 875 euro
Il confronto mostra perché il prezzo di acquisto non dovrebbe essere l’unico parametro economico utilizzato nella scelta di un’apparecchiatura frigorifera. Un prodotto inizialmente più costoso, ma caratterizzato da consumi inferiori, può compensare almeno in parte la differenza di investimento attraverso minori costi energetici durante la propria vita operativa.
Questo concetto rientra in una valutazione più ampia del Total Cost of Ownership (TCO), ovvero del costo complessivo associato al possesso e all’utilizzo dell’apparecchiatura. Oltre al prezzo iniziale e al consumo energetico, una valutazione completa può comprendere costi di manutenzione, eventuali riparazioni e altri costi sostenuti durante la vita utile.
Il calcolo basato sui kWh/anno rimane comunque una stima. Come visto in precedenza, il consumo effettivo può essere influenzato dalle condizioni ambientali, dalle modalità di utilizzo, dalla regolazione e dalla manutenzione. Anche il prezzo dell’energia può cambiare nel tempo.
Il dato riportato sull’etichetta costituisce quindi uno strumento utile per effettuare confronti energetici ed economici, purché vengano confrontati apparecchi appartenenti alla stessa categoria e si tenga presente la differenza tra condizioni di prova standardizzate e condizioni reali di esercizio.
Apparecchio A Apparecchio B
Consumo dichiarato 1.800 kWh/anno 1.450 kWh/anno
Costo energia ipotizzato 0,25 €/kWh 0,25 €/kWh
Costo annuo stimato 450 € 362,50 €
Costo in 5 anni* 2.250 € 1.812,50 €
Costo in 10 anni* 4.500 € 3.625 €
Differenza in 10 anni 875 €
| Apparecchio A | Apparecchio B | |
| Consumo dichiarato | 1.800 kWh/anno | 1.450 kWh/anno |
| Costo energia ipotizzato | 0,25 €/kWh | 0,25 €/kWh |
| Costo annuo stimato | 450 € | 362,50 € |
| Costo in 5 anni* | 2.250 € | 1.812,50 € |
| Costo in 10 anni* | 4.500 € | 3.625 € |
| Differenza in 10 anni | 875 € |
Tabella 1 – Esempio semplificato di confronto dei costi energetici tra due apparecchi. Il calcolo assume un costo dell’energia costante pari a 0,25 €/kWh e non considera eventuali variazioni dei consumi nelle condizioni reali di esercizio.
Dal dato dichiarato al consumo reale
Il consumo energetico dichiarato rappresenta un riferimento utile per confrontare apparecchi appartenenti alla stessa categoria, ma per conoscere quanto un’apparecchiatura consuma effettivamente è necessario considerare il suo funzionamento nelle reali condizioni di esercizio.
Una volta installata, infatti, l’apparecchiatura entra a far parte di un sistema nel quale intervengono numerose variabili: temperatura dell’ambiente, carico frigorifero, frequenza di apertura delle porte, impostazione delle temperature, cicli di sbrinamento, ventilazione e stato di manutenzione. Il consumo reale diventa quindi il risultato dell’interazione tra le caratteristiche della macchina e il modo in cui questa viene utilizzata.
Misurare il consumo effettivo
Il modo più diretto per conoscere il consumo reale consiste nella misurazione dell’energia elettrica assorbita nel tempo. Il dato può essere ottenuto attraverso strumenti di misura dedicati oppure mediante sistemi di monitoraggio energetico integrati nell’impianto o nell’edificio.
Una misura effettuata per un periodo sufficientemente rappresentativo consente di ottenere un valore espresso in kWh e di osservare come il consumo varia in relazione alle condizioni operative.
Un monitoraggio limitato a poche ore potrebbe infatti non essere significativo. Il funzionamento di un’apparecchiatura frigorifera comprende periodi di attività e arresto del compressore, variazioni del carico, aperture, sbrinamenti e altre condizioni che possono modificarsi durante la giornata o nel corso dell’anno.
Dal monitoraggio al confronto
Una volta disponibile il dato misurato, questo può essere confrontato con il consumo utilizzato come riferimento, tenendo però presente che i due valori possono derivare da condizioni differenti.
Ad esempio, se un’apparecchiatura presenta un consumo dichiarato di:
1.450 kWh/anno
e il monitoraggio dell’installazione evidenzia nel tempo un consumo superiore, la differenza non indica automaticamente un malfunzionamento. Prima di trarre conclusioni è necessario verificare le condizioni nelle quali l’apparecchiatura sta lavorando.
Una temperatura ambiente elevata, aperture frequenti, un carico particolarmente gravoso oppure condizioni non ottimali degli scambiatori possono contribuire ad aumentare il fabbisogno energetico.
Al contrario, il monitoraggio può diventare particolarmente utile quando permette di confrontare la stessa apparecchiatura nel tempo. Un aumento progressivo dei consumi a parità, per quanto possibile, di condizioni operative può rappresentare un’indicazione da approfondire attraverso controlli sulla regolazione, sulla pulizia degli scambiatori o sul funzionamento generale del sistema.
Il consumo come strumento di controllo
Il dato energetico non deve quindi essere considerato soltanto come un costo riportato in bolletta. Se analizzato nel tempo, può diventare anche un indicatore utile per verificare il comportamento dell’apparecchiatura.
Il monitoraggio consente, ad esempio, di valutare gli effetti di un intervento di manutenzione, di una modifica dei parametri di regolazione o di differenti modalità di utilizzo.
Si passa così da una lettura puramente descrittiva dell’etichetta a una valutazione più completa:

Figura 4 – Dal consumo dichiarato alla verifica delle prestazioni energetiche nelle condizioni reali di esercizio.
L’etichetta energetica rimane quindi il riferimento iniziale per il confronto tra prodotti, mentre la misura dei consumi permette di conoscere come l’apparecchiatura si comporta nella specifica installazione e nelle effettive condizioni di utilizzo.
EPREL: cosa può verificare il tecnico
L’etichetta energetica rappresenta una sintesi delle principali informazioni relative all’efficienza di un prodotto. EPREL (European Product Registry for Energy Labelling) è la banca dati dei prodotti prevista dal Regolamento (UE) 2017/1369. La parte pubblica consente di consultare, per i modelli registrati, l’etichetta elettronica, la classe di efficienza e i parametri della scheda informativa del prodotto.
Per le etichette che prevedono il QR Code — come quelle degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta disciplinati dal Regolamento delegato (UE) 2019/2018 — la scansione consente di raggiungere direttamente le informazioni pubbliche associate al modello in EPREL.
Dall’etichetta alla scheda del prodotto
La consultazione di EPREL permette di verificare l’identificazione del prodotto e di accedere alle informazioni messe a disposizione per quella specifica categoria.
Per un tecnico questo passaggio può essere particolarmente utile quando è necessario confrontare più apparecchiature o verificare le caratteristiche di un modello prima dell’installazione o della sostituzione.
Tra le informazioni consultabili, in funzione della categoria di prodotto, possono rientrare:
• identificazione del fornitore e del modello;
• classe di efficienza energetica;
• consumo energetico dichiarato;
• capacità, volume o superficie previsti per la categoria;
• parametri relativi alle temperature;
• ulteriori caratteristiche tecniche previste dalla relativa scheda informativa.
La quantità e la tipologia delle informazioni disponibili dipendono quindi dalla specifica categoria di apparecchiatura.
Uno strumento utile per confrontare i prodotti
EPREL assume particolare interesse quando devono essere confrontati apparecchi appartenenti alla stessa categoria. Il tecnico può utilizzare i dati disponibili per affiancare alla classe energetica altri parametri e verificare se due prodotti siano effettivamente confrontabili.
Un apparecchio con un consumo annuale inferiore, per esempio, potrebbe avere anche una capacità o una superficie utile differente. Considerare soltanto i kWh/anno senza verificare le altre caratteristiche potrebbe quindi portare a un confronto poco significativo.
Il percorso di verifica può essere sintetizzato in questo modo:

Figura 5 – Percorso di consultazione delle informazioni associate al prodotto attraverso EPREL.
EPREL non sostituisce la valutazione tecnica
Le informazioni presenti nel registro costituiscono un riferimento importante, ma non descrivono da sole il comportamento dell’apparecchiatura nella specifica installazione.
Come visto nei paragrafi precedenti, temperatura ambiente, carico, modalità di utilizzo, regolazione e manutenzione possono influenzare il consumo effettivo. EPREL permette quindi di approfondire e verificare i dati dichiarati del prodotto, mentre il monitoraggio dell’apparecchiatura installata consente di valutarne il comportamento nelle condizioni reali di esercizio.
Per il tecnico, i due livelli di informazione sono complementari: il primo permette di conoscere e confrontare le caratteristiche dichiarate, il secondo di verificare come l’apparecchiatura si comporta durante il funzionamento.
Cosa dovrebbe guardare un tecnico oltre alla classe energetica?
La classe energetica rappresenta un’indicazione immediata dell’efficienza di un’apparecchiatura, ma non dovrebbe essere utilizzata come unico criterio di scelta. Per una valutazione tecnica più completa è necessario considerare anche le caratteristiche della macchina, le condizioni nelle quali dovrà funzionare e le esigenze della specifica applicazione.
Consumo energetico dichiarato
Il valore espresso in kWh/anno permette di confrontare il fabbisogno energetico di apparecchi appartenenti alla stessa categoria. Due prodotti con classi energetiche differenti possono presentare consumi che devono essere valutati anche in relazione alle loro dimensioni, capacità e condizioni di utilizzo previste.
Il consumo annuale consente inoltre di effettuare una prima stima del costo energetico durante la vita operativa dell’apparecchiatura.
Capacità, volume e superficie utile
Un consumo inferiore non significa necessariamente che un apparecchio sia più adatto all’applicazione prevista. È necessario rapportare il dato energetico alla capacità effettivamente disponibile.
Confrontare, ad esempio, due apparecchi con volumi o superfici di esposizione molto differenti considerando esclusivamente i kWh/anno potrebbe portare a conclusioni poco significative.
Temperature e condizioni operative
Un altro elemento da considerare riguarda le temperature alle quali l’apparecchiatura è progettata per funzionare. Le esigenze di un prodotto refrigerato sono differenti da quelle di un prodotto congelato e le condizioni operative richieste influenzano direttamente il lavoro del sistema frigorifero.
Anche le condizioni dell’ambiente di installazione devono essere compatibili con quelle previste per il corretto funzionamento della macchina.
Refrigerante utilizzato
Il tipo di refrigerante costituisce un’ulteriore informazione da prendere in considerazione. La scelta del fluido è legata alle caratteristiche costruttive dell’apparecchiatura e comporta aspetti tecnici, ambientali e di sicurezza che non possono essere rappresentati dalla sola classe energetica.
Per il tecnico è quindi importante conoscere il refrigerante utilizzato e verificare che installazione, manutenzione e condizioni d’impiego siano coerenti con le sue caratteristiche.
Sistema frigorifero e regolazione
Due apparecchi appartenenti alla stessa categoria possono adottare soluzioni differenti per compressore, ventilazione, controllo della temperatura e gestione del carico.La capacità di adattare il funzionamento alle reali necessità può incidere sui consumi, soprattutto quando il carico varia durante la giornata. Anche la gestione dei ventilatori e dei cicli di sbrinamento contribuisce al comportamento energetico complessivo.
Manutenzione e accessibilità
L’efficienza iniziale deve poter essere mantenuta nel tempo. Per questo motivo è utile considerare anche la facilità di accesso ai componenti che richiedono pulizia, controllo o manutenzione.Condensatori sporchi, evaporatori ostruiti o una ventilazione insufficiente possono peggiorare lo scambio termico e determinare condizioni di funzionamento più gravose. Un’apparecchiatura facilmente manutenibile può quindi offrire vantaggi che non emergono direttamente dalla classe riportata sull’etichetta.
Costo durante la vita utile
Infine, il prezzo di acquisto dovrebbe essere valutato insieme ai successivi costi di esercizio. Consumo energetico, manutenzione e durata prevista contribuiscono al costo complessivo di utilizzo dell’apparecchiatura. Una soluzione con un prezzo iniziale maggiore può, in determinate condizioni, risultare economicamente interessante nel lungo periodo se permette di ridurre i costi energetici o di gestione.
La scelta di un’apparecchiatura frigorifera dovrebbe nascere dalla valutazione congiunta di più elementi:

Figura 6 – Principali elementi da considerare nella valutazione tecnica di un’apparecchiatura frigorifera oltre alla classe energetica.
La classe energetica rimane un riferimento importante, ma rappresenta il punto di partenza della valutazione e non il suo punto di arrivo.
Riferimenti normativi dell’Unione europea
• Regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio – quadro per l’etichettatura energetica e banca dati dei prodotti (EPREL).
• Regolamento delegato (UE) 2019/2018 della Commissione – etichettatura energetica degli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta, nel testo consolidato vigente.
• Regolamento (UE) 2019/2024 della Commissione – requisiti di progettazione ecocompatibile per gli apparecchi di refrigerazione con funzione di vendita diretta.
• Regolamento delegato (UE) 2015/1094 della Commissione – etichettatura energetica degli armadi frigoriferi/congelatori professionali; dal 1° luglio 2019 è prevista l’etichetta 2 con classi da A+++ a G.
• Regolamento (UE) 2015/1095 della Commissione – requisiti Ecodesign per armadi frigoriferi/congelatori professionali, abbattitori, unità condensatrici e chiller di processo.
• Direttiva 2009/125/CE – quadro generale per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia.
La classe energetica basta per scegliere un’apparecchiatura frigorifera?
No, ma rappresenta un importante punto di partenza.
L’etichetta energetica permette di confrontare apparecchi appartenenti alla stessa categoria attraverso criteri standardizzati e rende immediatamente disponibili informazioni come classe di efficienza e consumo energetico dichiarato. La scelta di un’apparecchiatura frigorifera, tuttavia, richiede una valutazione più ampia.
Il consumo effettivo dipende infatti anche dalle condizioni nelle quali la macchina sarà chiamata a lavorare: temperatura ambiente, carico, modalità di utilizzo, regolazione e manutenzione possono determinare differenze rispetto ai valori ottenuti nelle condizioni di prova.
Per il tecnico diventa quindi importante interpretare l’etichetta, mettendo in relazione i dati dichiarati con capacità dell’apparecchiatura, temperature operative, refrigerante utilizzato, caratteristiche del sistema frigorifero e condizioni previste per l’installazione.
Anche il costo energetico dovrebbe essere valutato nel tempo. Una differenza relativamente contenuta nei consumi annuali può assumere maggiore importanza quando viene considerata sull’intera vita operativa dell’apparecchiatura.
L’etichetta energetica non deve quindi essere considerata come un giudizio assoluto sulle prestazioni di una macchina, ma come uno degli strumenti a disposizione per effettuare una scelta tecnica ed energetica più consapevole.

