In oltre un secolo di storia, Daikin ha accompagnato e, in alcuni casi, anticipato l’evoluzione tecnologica della refrigerazione e della climatizzazione. Dalla ricerca sui refrigeranti alle moderne tecnologie inverter, dai sistemi VRV alle soluzioni ad alta efficienza energetica, il percorso dell’azienda riflette profondi cambiamenti tecnologici e ambientali. Ripercorrere questa evoluzione significa osservare come sia cambiato, in più di cento anni, il modo di produrre, trasferire e controllare il calore.
1924-1940: dalle lavorazioni metalliche alla refrigerazione
La storia di Daikin inizia nel 1924 a Osaka, in Giappone, con la fondazione della Osaka Kinzoku Kogyosho. L’azienda nasce come realtà industriale specializzata nella lavorazione dei metalli e nella produzione di componenti destinati principalmente al settore aeronautico.
La svolta arriva negli anni Trenta, quando Daikin inizia a dedicarsi alla ricerca sui refrigeranti sintetici. Nel 1933 avvia la ricerca sui refrigeranti e nel 1934 sviluppa il Mifujirator, una delle prime apparecchiature frigorifere prodotte dall’azienda.
Questo passaggio segna l’ingresso di Daikin nel settore della refrigerazione e pone le basi per lo sviluppo delle tecnologie che caratterizzeranno la sua attività nei decenni successivi. Alla fine degli anni Trenta l’azienda possiede già competenze nella produzione industriale, nei refrigeranti e nelle apparecchiature frigorifere.
Anni ’50: l’ingresso nella climatizzazione
Nel secondo dopoguerra Daikin amplia la propria produzione, portando le competenze sviluppate nella refrigerazione verso la climatizzazione degli ambienti.
Nel 1951 sviluppa il primo climatizzatore integrato in un’unica apparecchiatura, segnando il passaggio dalla produzione di apparecchiature frigorifere alla realizzazione di sistemi destinati al controllo della temperatura e del comfort.
La ricerca prosegue anche sui compressori. Nel 1958 Daikin introduce un climatizzatore domestico dotato di compressore rotativo, contribuendo a rendere le apparecchiature più compatte e adatte all’impiego residenziale.
Gli anni Cinquanta rappresentano quindi una fase di transizione fondamentale tra refrigerazione e climatizzazione.
Anni ’60-’70: refrigerazione, grandi impianti e diversificazione
Gli anni Sessanta sono caratterizzati da una forte espansione tecnologica e industriale. Nel 1962 Daikin lancia i primi refrigeratori centrifughi e nel 1966 avvia la produzione in serie di chiller centrifughi. La tecnologia frigorifera viene quindi applicata a impianti di dimensioni sempre maggiori.
Nel 1970 Daikin installa all’Expo ’70 di Osaka un grande chiller centrifugo da 3.000 tonnellate di refrigerazione destinato al Festival Plaza, consolidando la propria presenza nel settore dei grandi impianti.
Parallelamente, l’azienda entra nella refrigerazione per il trasporto. Nel 1968 introduce il primo sistema per container refrigerati, il modello LKS501, destinato al trasporto marittimo di merci deperibili.
Negli anni Settanta continua anche l’espansione internazionale. Nel 1972 fonda Daikin Europe in Belgio e nel 1973 avvia la produzione europea e sviluppa un sistema di climatizzazione multi-split.
Alla fine degli anni Settanta Daikin dispone quindi di competenze che spaziano dalla climatizzazione residenziale ai grandi impianti, dalla refrigerazione per il trasporto alla ricerca sui materiali fluorurati.
1982: la svolta del VRV
Nel 1982 Daikin introduce il VRV (Variable Refrigerant Volume), una tecnologia destinata a modificare profondamente la progettazione degli impianti di climatizzazione.
Il principio consiste nel regolare in modo variabile la quantità di refrigerante inviata alle diverse unità interne, adattando la capacità frigorifera alle esigenze dei singoli ambienti.
Il sistema permette di collegare numerose unità interne, controllabili separatamente, a una stessa unità esterna. Quando il fabbisogno varia, l’impianto può modificare la propria capacità evitando di funzionare continuamente alla massima potenza.
L’introduzione del VRV segna quindi un passaggio fondamentale: dalla semplice produzione di freddo alla possibilità di modulare, distribuire e controllare la capacità frigorifera in funzione delle reali necessità dell’edificio.
Anni ’80-’90: elettronica, inverter e controllo
Dopo il VRV, Daikin concentra la ricerca sul miglioramento dell’efficienza e del controllo degli impianti.
Nel 1984 presenta il primo climatizzatore dotato di tecnologia inverter, che permette di variare la velocità di rotazione del compressore e quindi di modulare la capacità frigorifera in funzione del carico richiesto.
A differenza dei sistemi tradizionali, basati soprattutto sull’accensione e lo spegnimento del compressore, l’inverter consente una regolazione più continua della potenza, migliorando l’efficienza energetica e contribuendo a mantenere più stabile la temperatura.
Negli anni successivi queste tecnologie vengono integrate nei sistemi VRV, combinando compressori a velocità variabile, elettronica e controllo del refrigerante.
Gli anni Ottanta e Novanta segnano quindi un cambiamento di prospettiva: l’obiettivo non è più soltanto aumentare la capacità frigorifera, ma controllarla con precisione in funzione delle condizioni operative.
Anni 2000: efficienza e nuovi refrigeranti
Con l’inizio degli anni Duemila l’attenzione si concentra sempre più sull’efficienza energetica e sull’impatto ambientale dei refrigeranti.
Daikin continua a migliorare la tecnologia inverter e i sistemi di controllo, cercando di adattare la capacità dell’impianto al carico effettivo e di ridurre i consumi durante i periodi di funzionamento parziale.
Parallelamente, le restrizioni sulle sostanze dannose per l’ambiente e la crescente attenzione al cambiamento climatico spingono il settore verso refrigeranti con caratteristiche ambientali più favorevoli.
Daikin sviluppa e introduce soluzioni basate su R-410A e successivamente su R-32, caratterizzato da un GWP inferiore rispetto all’R-410A. Nel 2012 introduce in Giappone il primo climatizzatore residenziale al mondo che utilizza R-32.
La tecnologia frigorifera inizia quindi a essere valutata non solo in base alle prestazioni, ma anche in funzione dell’energia consumata e dell’impatto ambientale.
2010-2020: Daikin diventa un gruppo globale
Nel corso degli anni 2010 Daikin amplia ulteriormente la propria attività, integrando climatizzazione, riscaldamento, refrigerazione, ventilazione e filtraggio dell’aria.
Nel 2012 acquisisce la statunitense Goodman, rafforzando la propria presenza nel mercato nordamericano e integrando le competenze nei sistemi ductless con quelle nei sistemi canalizzati.
Nel 2016 acquisisce l’italiana Zanotti, specializzata nella refrigerazione commerciale e industriale e nel trasporto refrigerato. Nel 2018 acquisisce inoltre l’austriaca AHT, produttrice di banchi e vetrine refrigerate per la distribuzione alimentare.
Queste operazioni rafforzano la presenza di Daikin lungo la catena del freddo, dalla produzione e conservazione degli alimenti fino al trasporto e al punto vendita.
Nel 2015 Daikin rende inoltre disponibili gratuitamente a livello mondiale i brevetti di base relativi all’utilizzo dell’R-32 nei climatizzatori, favorendone la diffusione.
La ricerca si concentra anche su elettronica, intelligenza artificiale e Internet of Things. Nel 2015 Daikin inaugura il proprio Technology and Innovation Center, sviluppando soluzioni sempre più connesse e intelligenti.
Alla fine degli anni 2010 Daikin non è più soltanto un produttore di climatizzatori, ma un gruppo globale con competenze distribuite in diversi settori dell’HVAC-R.
Daikin oggi: efficienza, refrigeranti e sostenibilità
Oggi l’evoluzione tecnologica di Daikin si concentra sulla necessità di mantenere elevate prestazioni riducendo consumi e impatto ambientale.
Tre tecnologie rappresentano un elemento centrale: inverter, pompe di calore e gestione dei refrigeranti. L’inverter permette di modulare la capacità in funzione del carico, mentre le pompe di calore consentono di trasferire energia termica invece di produrla direttamente attraverso la combustione.
Anche la scelta del refrigerante assume un’importanza crescente. L’R-32 rappresenta uno degli esempi più significativi di questa transizione, grazie al suo GWP inferiore rispetto all’R-410A. Daikin continua inoltre a valutare refrigeranti con GWP ancora più basso in funzione delle diverse applicazioni.
Un altro aspetto importante riguarda il recupero e il riciclo dei refrigeranti, necessari per ridurre l’impatto ambientale anche al termine della vita delle apparecchiature.
La climatizzazione diventa inoltre sempre più connessa. IoT, intelligenza artificiale, sensori e sistemi di gestione dell’energia permettono di monitorare gli impianti e ottimizzarne il funzionamento in base alle condizioni dell’edificio.
Questa evoluzione si inserisce nella Environmental Vision 2050, presentata nel 2018, con l’obiettivo di raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero lungo il ciclo di vita dei prodotti e delle attività del gruppo entro il 2050. Nel Sustainability Report 2025 Daikin indica inoltre l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di almeno il 50% entro il 2030 rispetto al 2019.
La storia tecnologica di Daikin mostra quindi un percorso che, in poco più di un secolo, è passato dalla produzione industriale e dalla ricerca sui refrigeranti alla refrigerazione, alla climatizzazione, ai grandi impianti, ai sistemi VRV, alla tecnologia inverter e alle moderne soluzioni integrate.
Oggi la sfida non consiste più semplicemente nel produrre freddo o calore, ma nel farlo nel modo più efficiente possibile, utilizzando refrigeranti a minore impatto ambientale, recuperando le risorse a fine vita e integrando gli impianti con gli edifici e i sistemi energetici.
Il filo conduttore dell’evoluzione di Daikin può quindi essere riassunto nel passaggio dalla macchina frigorifera al sistema integrato, nel quale termodinamica, elettronica, refrigeranti, automazione e gestione dell’energia lavorano insieme per ottenere le prestazioni richieste riducendo progressivamente il consumo di risorse e l’impatto ambientale.
